— Che! Lui ora è tutto per la rivoluzione.

— E lei cosa ne dice?

— Io? che vuol che le dica? A me dispiace perchè ho paura che si comprometta, che perda l'impiego e forse peggio. Del resto io non me ne intendo di politica. Quello che le posso assicurare è che quando comincia a mancar la roba in casa, si finisce col perdere tutti i buoni sentimenti. Ma lui, creda, gli è un debole. Sono i cattivi compagni che lo hanno guastato, — concluse tristamente.

— E che cosa vuole?

— Lui dice che vuole il comunismo; e anzi una volta per celia io gli dissi: «Oh, vai, allora mi farò un bel damo anch'io!»

— E lui?

— Lui m'ha dato un ceffone.

In verità la felicità aveva fatto San Michele da quelle due stanzette, dove un tempo le due tortore avevano edificato il loro nido d'amore.

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