La commessa intanto prese a dire, e pareva ad Ambrogino che fossero parole lontane:

— Se vuole spendere poco, faccia una cosa, prenda a nolo una di quelle corone di fiori secchi: fanno la loro figura e con quattro o cinque lire se la cava.

— No! no! — fece Ambrogino crollando il capo, — li voglio freschi, povero bambino.

— Allora parli col principale.

E sollevò una tenda e scoprì una stanzetta interna dove alcune donne facevano corone per morti e per cantanti: la tavola e il pavimento erano sparsi di fronde e di fiori: le donne legavano i mazzetti rapidamente e li infilavano in certe anime di paglia.

Venne il padrone e combinarono per quarantacinque lire una coroncina «garantita»: piccola, ma di fiori freschi.

— Ma che siano belli, mica quella roba che è lì per terra!

*

Alle due era davanti alla porta del morticino.

Davanti alla porta c'era già il carro funebre con un vecchio cavallino bianco e il piccolo catafalco bianco: sul cocchiere e sul cavallino cadeva la neve. Nell'atrio c'era un prete che parlava con l'apparitore e stava dietro il portone per evitare la neve.