E quando furono poi nello spiazzale pulito entro il recinto del cimitero monumentale, dal carro fu tolta la piccola bara. Venivano giù intanto fuor della neve i grandi carrozzoni parati a nero del tram elettrico di Musocco. La piccola bara ignota fu messa dentro fra altre bare ignote, attendendo Chi la distingua.
Alcuni salirono: le ruote scintillarono una luce verde e il tram della morte sibilò e fuggì.
Tutto in fretta, come a Milano.
Milano, 1901.
LA INGEGNOSA SIGNORINA MERCEDES.
Era l'ora soave in cui le lampade elettriche si accendono, la minestra già bolle sul focolare, ed i buoni padri di famiglia sono attesi dalle care consorti.
Anche il cavalier ingegner Gaudenzi, capo dell'ufficio tecnico di X***, col naso appena sporgente dalla pelliccia, filava verso casa.
Egli era molto lieto e la sua letizia era visibile — benchè non sporgesse che il naso — da una grande dorata rotella di panforte di Siena, pendente per una cordicella da un bottone della pelliccia.
Era lieto perchè in quel giorno, in una logica transazione con un appaltatore (vittima, oh, pover'uomo, di uno sciopero continuato) era rimasto sul suo tavolo di capo ufficio un bel cadò, leggero leggero: mille lire.