— Ah, se sapesse tutta la mia vita, usted terrebbe diversa opinion di me!

Il signore non incoraggiò per nulla questa proposta di sentir la storia di quella vita, ma tornò vigorosamente a proferire il panforte, assicurando che non era pei figliuoli: dei quali negò l'esistenza.

— Ah! quello che posso accettare — disse in fine cedendo — è un dolce, un solo dolce per Mercedes. C'è proprio qui vicino una offelleria donde sto solita prendere il mio Madera; fa così bene per la voce il Madera!

Il signore quasi disperatamente cercava di levare di tasca la rotella di panforte, la quale era stata spinta in giù con tanta violenza che non voleva venir fuori.

Dal fondo della tasca la rotella senese ghignava: «in che ballo ti sei messo!»

— Signorina Mercedes — replicò il paterfamilias — sia tanto gentile di accettare questa rotella di panforte in ricordo del felice incontro.

— Mamà non vuole! io devo essere ubbidiente. Io non voglio essere una niña desvergonzada. Ma già che lei vuol fare il generoso, mi paghi una pasta come dice mamà. Ecco il nostro pasticciere.

E facendo seguire il fatto alle parole, la señorita Mercedes, spinse di botto la vetrina di una botteguccia da pasticciere.

— Vede che spigliatezza? — disse la signora al signore; ed il pasticciere, quasi aspettasse la compagnia, aveva fatto sedere il signore e la signora in un angolo discreto della botteguccia solitaria, e aveva detto: — Lei il solito Madera, è vero, signora? E il signore?

Il signore ne aveva d'avanzo dell'avventura. Guardò l'orologio: le sette di già. La minestra sarebbe stata fredda, oramai.