— C'era in cucina una bella gallina, calda calda, l'ho fatta incartocciare.
— Ma la gallina e il Madera, spetta a me di pagare — disse la signora. — Perdoni, signore, la piccola inesperta figlia mia. Dacchè, signor, la nostra domestica è inferma, fa lei la menagère.
E andò in cerca di una tasca e di un borsellino.
Ma esso era occulto in profondo.
Ma il panforte sussurrò: «Questo è lo scotto, e tocca a te: suvvia, paga!»
— Non permetterò mai! — disse la signora.
Ma le tasche negli abiti delle donne non sono facili a rintracciare, e d'altronde il signore avea di già saldato il conto.
«Or senti — bisbigliò ancora il panforte — tu saresti sommamente scortese se non impiegassi il resto delle venti lire a noleggiare una vettura per le signore».
Il suggerimento era cavalleresco, e fu il signore stesso che chiamò una vettura e vi fece salire la signora e la signorina Mercedes.
«Graziosissima avventura e te la sei cavata a buon mercato» — disse il panforte di Siena mentre il legno si allontanava. «Graziosissima, infatti! Venti lire buttate via così!»