Lo calmai ancora dolcemente: — Io non faccio la spia, caro amico, io non esèrcito il tradimento; fra le altre cose io ho abbandonato la politica: io sono press'a poco come te; io consìdero come te il mondo da olìmpiche serenità come una sèrie di enormi sciarade. La tua, vedi?, è una sciarada interessante, ma per la cui soluzione è inùtile che tu dica sì o no. Capirai, caro amico, che io conosco l'Omnis da ragazzo, e le imagini smaglianti dei suoi articoli, dei suoi discorsi non possono essere sue. Non sono tue? Non importa. Saranno di un altro.
Protestò in difesa di Omnis quale figura porca. — Nel mondo — disse egli assiomaticamente — non vi sono che due strade: o comandare o ubbidire. Omnis è di quelli che sanno comandare. Omnis non ha imagini; ma ha la conoscenza dell'oggi. Il vero dell'oggi è così, e basta. Egli è un disciplinatore. Indisciplinati, ribelli non dèvono più esistere. Noi, io, tu, altri ronziamo ancora su le fole, fantastichiamo ancora la Civitas Dei, a base di carità, di sacrificio, di amore, di eroismi, di riposo, o in Dio, o nella coscienza, ecc., ecc. Fantasie! La critica ha ucciso per sempre tutte queste cose. Lui invece ha la visione netta, realistica.
— Queste cose — dissi — non m'interessano. Mi interessa un'altra cosa: gli articoli, i discorsi su queste idee, glieli fai tu all'Omnis?
— Gli faccio un po' di toilette verbale.
Sorrisi.
Sorrise anche lui. Capì: — Già, è ridicolo — disse —: io che vesto così — e si guardò con ischerno gli abiti in disòrdine — io faccio il sarto, il parrucchiere, il manicure all'Omnis.
— Ma gli presti le idee!
— E dài! Da farne delle idee! Basta una idea. Guai se Omnis avesse due idee! Ed io sono entrato compiutamente nell'idea di Omnis!
— Cioè?
— Cioè una concezione eminentemente precisa della società. Gli eroi, i santi, i poeti vollero eliminare l'egoismo, l'invidia, le cupidigie, le superbie, le lussurie — dacci il nome che vuoi, chiamali i sette peccati —; ma così facendo, accumulavano enormi materiali di rifiuto, per cui la macchina sociale si inceppa. L'Omnis, invece, è un grande meccànico: fa entrare il materiale di rifiuto in circolazione; fa conto come le grandi fogne, le cui masse fecali divèntano poi acque potabili. Puoi tu abolire i sette peccati? No. E allora accetti la concezione meccanica di Omnis, cioè la società concepita come un enorme macchinario, messo in movimento dall'umanità lurida che vi circola dentro.