Dal contegno appariva una cliente di quel luogo e di quell'ora. Si sedette ad un tavolo di fronte al signor Enrico.

Due mani abbastanza fini lavoravano a sganciare il fermaglio. La mantella cadde giù: poi si alzò il velo. Era ancora un bel volto di donna in piena, ma non trascorsa età. Una camicetta, di seta granata, disegnava opulenti forme non costrette dal busto; e di fatto, l'oggetto sottile che depose presso di sè, ravvolto in un giornale, verosimilmente era il busto. Si stropicciò le mani, soddisfatta, e al cameriere con gesto lento e con parola placida ordinò questo e quel cibo.

Quando il cameriere le disse che erano arrivati allora allora i panini freschi, parve moltissimo contenta.

Colui ritornò poco dopo con un vassoio; poi portò piattini e vasetti, da cui la signora levò con cura le salse e le conserve che spalmava insieme col burro sui panini. Mangiava una costoletta con l'appetito di persona che è in pace con sè e col mondo, e si sentivano i panini freschi scricchiolare sotto i denti.

Quando ebbe finito, rimase un po' con la testa in aria curandosi i denti, poi chiamò in fretta il cameriere, e ordinò una vettura. Si ricoprì con la mantella, si levò e rimase alta e pomposa come una bella bestia mammifera presso la vetriata finchè arrivò la vettura. Allora aprì e fuggì via.

— Quella lì — disse il cameriere — finisce la sua giornata sempre verso quest'ora. Viene quasi tutte le mattine qui a mangiare, e dopo che ha mangiato, non bada più a nessuno. Ma una donna seria!

*

Fuori era giorno.

Il sole era montato e avea trionfato su le nebbie: il disco roseo saliva sopra i ricami marmorei del duomo.

Al signor Enrico parve di svegliarsi totalmente allora: