Ma la sua palma non sentì che la piega liscia, gelida delle lenzuola.

Non c'era.

Allora non rimase che attendere l'alba, e ritornò nel salottino dove c'era la luna bianca della via.

Fumando. Ma non aveva fiammiferi, non aveva un fiammifero.

È cosa ben ridicola non avere un fiammifero! Forse ce n'era qualcuno in casa, ma dove?

*

E allora che cosa avvenne a mister Teòdoli? Si addormentò. Poi sognò.

Sognò Dorina.

«Che pazzi terrori, povero amico! Ma se tu avessi avuto un fiammifero, Teòdoli, per accendere la lampada, ben ti saresti accorto di Dorina che era presso di te! Ma via, Teòdoli: sì, altre volte Dorina per il tempo cattivo desinò e dormì anche in casa di amici: ma ti mandò ad avvertire, Teòdoli. Non ricordi, o smemorato? Ti beffava dolcemente Dorina della tua tirchieria, ma la sua crudeltà era ben dolce! La tua buona sola compagna, mai, mai ti avrebbe fatto stare in pena tutta una notte.»