Allora entrò nella stanza un uomo giovane ed una donna ancor giovane e bella, ed un giovanetto era con loro.
Ma ci volle molta fatica perchè la giovane donna avanzasse sino ai due vecchi, davanti al focolare.
Le facevano i due vecchi segni di benevola accoglienza e la supplicavano di non ricordare antiche storie, dolori passati. — Tutto è dimenticato, figlia, e tutto è perdonato. Pensiamo all'avvenire, non rattristiamo gli anni che rimangono — dicevano.
Ma la giovane sposa faceva di no con la testa e finalmente disse:
— Se volete che stia qui, che non torni via ancora per quella porta aperta laggiù, concedetemi che come una povera pazza io mi sieda per terra ai vostri piedi: ecco così. Ma prima guardatemi bene nel volto: fissamente, guardatemi.
Io piango lagrime di sangue tuttavia; eccole, le vedete? e il linguaggio umano non ha composto parole che possano esprimere il mio pentimento per il male che io vi ho creato. Ve ne supplico guardate le mie lagrime attentamente e le troverete di sangue. Io sono fuggita da questa casa che mi accolse come nuova figlia, ho abbandonato il marito e i figliuoli, ho affrettato il tempo della vostra vita. La casa che la nuora dovea rallegrare, è stata ottenebrata da me. Io ho tolto a lui, che mi diede la fede e il nome, le energie della vita; egli invecchiò per mia colpa, prima del tempo. Vi sono pene per questo delitto? Potrò io ridare a lui la sua vita? Dunque lasciatemi stare per terra: così.
Sorrise il vecchio e disse: — Questa è la notte del Natale e noi vi preghiamo, cara figlia, di asciugare le lagrime e di consolarvi. Credetelo: le lagrime corrodono la bellezza più del vetriolo, e i figliuoli che ricordano di aver visto piangere il padre o la madre, portano nella loro vita il sottile veleno della tristezza, che è come il velame di alcuni infermi per cui la luce del sole non arriva sino alle loro pupille.
— Io vi vorrei spiegare, — ella disse, — con le parole e le lagrime, quanto grande sia il mio pentimento e quanta la riconoscenza per voi, che mi avete perdonata. Asciugherò il mio pianto e comanderò al mio volto di essere lieto. Io farò questo soltanto per fare la vostra ubbidienza, ma non crediate, se per l'avvenire mi vedrete lieta, che ciò sia perchè io abbia dimenticato le mie colpe e la vostra bontà. Del resto la leggerezza del mio passato vi autorizzerebbe a non credere così. Io voglio quindi spiegarmi in modo reciso. Ascoltatemi!
Risposero i vecchi: — Vi preghiamo di no. Quando le anime si intendono le parole diventano inutili: esse sono un semplice suono che fa perdere molto tempo e spesso non servono che ad aiutare la nostra malignità. Vi ricordate, figliuola, per quanto tempo ci siamo offesi scambievolmente? Eppure eravamo convinti di ragionare; e non ci accorgevamo che il tempo passava. In altre parole, dei due doni che il Signore ha dato agli uomini a preferenza degli altri animali, la parola e il sorriso, consideriamo il primo come un beneficio da usufruire con grande cautela e invece godiamo senza risparmio del secondo: io voglio dire del sorriso. Sorridete, bella figlia, nella gioventù vostra a noi poveri vecchi: le nostre povere labbra si sono con gli anni curvate in giù, e le rughe crudeli le tengono ferme e impediscono di sorridere. Ma voi, cara, su cui splende il sole dei trent'anni tuttavia, oh, ridete! fate risuonare queste stanze di risa, e quando la primavera richiamerà alla vita i fiori sepolti della valle, cantate le vostre canzoni migliori. Nasceranno figli più floridi e meno pensosi.
Così concluse il vecchio che aveva consumato il suo tempo a cercare la Causa causante, e trasse su di sè la bella e dolente donna cui il marito reggeva la mano, e le diceva: «Sorridi!» ed ella sorrideva fra le lagrime.