Le venne poi malinconia, lì sola. C'era quell'altro pur solo, il Manzi, e lo andò a chiamare. Era oramai come di casa, quello lì.

— Mi aiuti — disse — a mettere le rame d'olivo sopra i letti, ma ben in alto, chè se anche non le vogliono, faranno fatica a portarle via.... Sopra il letticciuolo di Lolò mettiamoci una bella rama. E anche sopra il loro.... Veramente non se lo meriterebbero.

— Ma ci credete voi Marta, a queste cose?

— Se ci credo? E se non ci credessi, che cosa sarei io? Oh, buon uomo, anche tu credi che io sia venuta a questo mondo soltanto per lustrare le scarpe? Via! C'è un po' di carne nella pentola, delle uova sode e del salame. Volete mangiare con me?

*

E allora in quell'ora tranquilla del giorno della domenica dell'ulivo, fu udito un forte squillo di campanello.

Era un fattorino che recava un dispaccio per Manzi.

Era tanto tempo che la posta non funzionava per lui, che fu colto da un tremito.

Ma ebbe appena disuggellato il dispaccio, che, percorrendo quelle strisciette bianche, capì che la cosa non riguardava lui.

Poi capì che dicevano una cosa breve, ma non la capiva bene.