— Che cosa dice? — domandò la Marta.
— Dice che la signora è ammalata e che io vada sùbito a Milano. Sapete voi che la signora fosse ammalata?
— Ammalata la signora? È stata sempre bene da quando la conosco. Mi faccia il piacere legga il dispaccio. — E quando Manzi ebbe letto esclamò:
— Ma questa è una disgrazia!
— Ma la signora non doveva a quest'ora essere a Genova dai parenti che hanno da quelle parti?
— Sicuro che doveva. Si era rimasti anzi d'intesa che lei sarebbe rimasta a Milano due o tre giorni per imballare e spedire la mobilia: e poi avrebbe raggiunto il padrone.
— E invece?
— E cosa vuole che sappia io? Il telegramma canta chiaro, che la signora sta male e che lei vada subito a Milano.
— Ma cosa c'entro io?
— Oh, Santa Madre! — rispose la Marta. — Se stiamo anche a parlare fino a stasera, vedrà che non spieghiamo niente. Piuttosto si muova, si scuota, il treno parte alle tre, sa? e appena arrivato mi mandi due righe perchè anch'io sto in pena.