Al tocco si arrivò a Monte Coronaro: villaggio abbandonato ai piedi del bastione dell'Appennino, che divide i due versanti.

V'è però un'osteria discreta con stanzette pulite: un bicchier di vino, una fetta di prosciutto e in via. La maggior fatica fu quella di passar l'alpe. Poi si seguì per un'ora e più il crinale di un monte, sempre entro certe felci così folte e selvagge che montavano sopra la testa; e quel fruscìo iroso delle rame che si spostavano al passaggio, metteva un senso di ribrezzo. Incontrammo due o tre alberi spaccati: in alto era inchiodata una croce di legno; nella spaccatura v'erano dei sassi.

— Perchè quei sassi? — mi domandò la compagna.

— Non lo so! — e ne chiesi la guida che precedeva silenzioso, studiando il passaggio.

— Niente — rispose, e pareva incerto della via.

Fu un gran sollievo quando si abbandonarono quelle felci e calammo giù in Casentino: luoghi più colti.

— Ecco la Vernia! — disse la guida e dirizzò il bastone contro l'alto monte che, tutto verde a forma di cono tronco lampeggiava di fronte, sotto il sole che già tramontava.

Nella valle deserta incontrammo alcune mandrie e tre pastorelle così vezzosamente atteggiate che richiamavano in mente una ben nota ballata del Trecento: co' corpetti rossi, le grandi pamele sul capo alla moda di Toscana: guardavano i porci e l'una leggeva un libro alle altre, che non mi vollero lasciar vedere per quanto io pregassi. E poi che selvagge! che screanzate quelle ragazze! Chiedemmo la via più breve per salire la Vernia perchè di giorno ne rimaneva ancor poco, e ci risposero: «Fate il vostro pensiero!»

Io non suppongo che la nostra spedizione nel complesso, e noi in particolare, avessimo avuto qualche aspetto di ridicolo: ma il vero è che non appena ci fummo allontanati, esse si posero a ridere e con quel gusto che distingue il riso della donna quanto più futile ne è la cagione; e le loro risa e i loro motteggi — che suonavano sonori nel silenzio della aperta valle — ci accompagnarono per buon tratto.

Una delle due: o le vaghe montanine pastorelle erano più gentili, una volta, o dei poeti bisogna fidarsi con moderazione.