Lerci poi ambedue: la metà inferiore della divisa era coperta di polvere: la metà superiore di padelle, strappi e frittelle.

Lessi negli occhi della mia compagna l'impressione disgustosa prodotta dal contegno dei due militi: tuttavia in omaggio alla montura, mi credetti in obbligo di essere con loro cortese e li invitai alla mensa dove sedevamo noi.

Non ci fu però bisogno d'invito; quello mingherlino non si mosse e ringraziò a pena: l'altro si sedette in modo che si sarebbe seduto anche senza invito. Offersi da bere e quegli tracannò il bicchiere colmo d'un fiato.

— Non gliene dia, non gliene dia — mi disse dietro le spalle il giovane che veniva su dalla cantina —, ha qui il suo mezzo litro che gli è di troppo.

— Come sei cattivo, Menico, con me! Tu non mi vuoi più bene — mugolò il carabiniere.

— Senti: prima mi devi fare il buono — e gli porse un foglietto, penna e calamaio.

Lo sciagurato tracciava i segni sulla carta con mano vacillante che faceva pietà.

— Se tu tieni la carabina come tieni la penna — lo schernì il giovane —, i banditi ti possono ballare la monferina davanti!

Ma quegli non udì o era troppo intento nello scrivere.

— A proposito, ragazzi — disse l'oste — volete voi cenare?