— Oh, ci mancava questa, e poi il terno è fatto!
— Come sei sgarbato, anche tu.
— Niente sgarbato, non sei stata tu a volermi seguire? — La consigliai di buttarsi sul letto e di dormire.
Era proprio quello che pensavo anch'io.
— Adesso riposa — dissi — che ho un mio progetto in mente che non può esser migliore.
Ella cadeva più dalla stanchezza che dal sonno, e, senza nemmeno svestirsi, salì e si buttò sul letto dove scomparve nella buca del pagliericcio.
Sentii le foglie del detto saccone scricchiolare, suonare, secondo che ella si voltava: poi più nulla: il sonno era sceso su di lei.
Il silenzio durò poco: i due carabinieri salirono nella stanza attigua alla nostra e udii il giovane provvidenziale che a voce bassa ammonì:
— Ehi, ragazzi, lì dormono quei forastieri: non fate rumore se no vengo su io.