— E passiamo per la Cella?

— Se non vogliamo passare per quelle macchie, possiamo pigliare una strada più scoperta e fare un sentiero più battuto. Andiamo alle Balze, di lì caliamo sul Senatello, e poi si va sempre pel greto del fiume, sino a Castel d'Elci: quando siamo a Castel d'Elci, siamo quasi a casa: adesso c'è una strada nuova....

Ma anche il vecchio idiota sembrava turbato: forse pensava al sequestro possibile dei suoi due asini. Stette un po' e poi disse:

— Se a Sant'Agata avessimo avuto sentore di quest'impiccio, si poteva aspettare prima di metterci in viaggio.

Quando venne giù la mia compagna, l'ostessa le domandò se avesse dormito bene la notte ed ella rispose di sì.

— Un po' fondi quei materassi, e ogni volta che ci si muove, fanno un rumore....

La vista poi del latte munto, del burro fresco, delle croste di pane abbrustolito, calde calde, sul desco, finì per rabbonirla del tutto: e si mise a mangiare con grande raccoglimento e soddisfazione.

Ed io che la vedevo immergere nel latte montanino quelle fette di nero pane spalmate di burro e poi mangiarsele pensavo: «lei non ricorda più. Ah, tu non ti ricordi più, diciamo noi poeti alle nostre Laure. Ma che stupidi siamo noi poeti».

E così stando, sentii a un tratto i due carabinieri che in quel mezzo di tempo erano saliti alla loro stanza, scenderne a precipizio, l'un dietro l'altro: afferrarono le loro carabine e si buttarono giù per le scale.

— Che c'è? — domandò la mia compagna levandosi in piedi.