— Via, via — disse poi — accostati alla finestra. Voglio vederti bene come sei — e si levò in fretta e mi trasse presso la grande vetriata. — Oh, così! — disse scostandosi e vagheggiandomi. — Come sei bello, e che aria fiera hai con quei due baffetti rivolti in su! E tu devi essere forte, forte come tuo padre...! — e questa parola non ebbe altre che la seguissero, ma risonò come nel vuoto della stanza.

Allora il riso e la eccitata gaiezza del volto di lei scomparvero dopo aver pronunciato quel nome, gli angoli della bocca le si piegarono in giù e scoppiò in un pianto stridente che la faceva tremar tutta. Io la ricoverai fra le mie braccia ed ella vi si nascose; vi si nascose con quella povera testa grigia che pur profumava di soavità e di un languido olezzo femmineo che ricordava la sua giovinezza. Si acquetò infine e ritornò a sorridere e mi ricondusse presso il focolare.

— Tuo babbo — disse con voce oramai pacata e come seguendo un pensiero dominante — era forte sì, figlio mio, ma era troppo gentiluomo. Ma tu sarai forte, forte, forte! nevvero? Tutta la sapienza sta ne l'essere forte.

Beppo venne poco dopo a mettere in tavola.

— Sai — mi disse poi con un'angoscia mal celata e come colta d'improvviso — non te ne avere a male, figliuolo, ma la cuciniera e la Rosa hanno voluto andare a far Natale a casa loro, ed io le ho lasciate andare: ho fatto male; ma io non pensavo che tu avresti voluto lasciare la tua vita brillante per venire a far Natale con questa povera vecchia di tua mamma. Non è vero Beppo che è così?

— Sì, signora contessa — rispose Beppo.

Ella parlava quasi io non avessi avuto occhi per vedere e mente per intendere la sua pietosa bugia, e questa incoscienza di lei mi paralizzava e mi incuteva un senso quasi di paura. Feci forza su di me e ripigliai sorridendo:

— Tu hai ancora, mamma, le tue rose, esse fioriscono ancora d'inverno!

A questa mia interruzione respirò come sollevata dal timore che io insistessi su ciò che voleva nascondermi. Sorrise e mi parlò delle sue rose.

— Le rose fioriscono sempre e questo è un buon segno: è la benedizione della Madonna e del Signore. D'inverno il rosaio sembra morto; ma io cerco, cerco anche sotto la neve. Ebbene, lo crederesti tu? ve n'è sempre qualcheduna, poverina, che sboccia. E questo è un buon segno. Vuol dire che la nostra casa è andata un po' in basso, ma che la vita non è morta. E quando di maggio tutte le rose fioriscono, io dico: Così fiorirà la nostra casa quando verrà il maggio anche per lei: io forse allora non vi sarò più; ma tu cercami, cercami qui intorno e mi troverai, la troverai la tua povera mamma!