E poi, mentre si pranzava, riprese a parlare di me. Voleva sapere i miei progetti per l'avvenire, quello che avrei fatto, quali speranze avea, quanto tempo ci sarebbe voluto per attuarle.

Ed io raccontai. Raccontai quello che non era quello che non mi sentiva; le speranze che non aveva, la fede che con uno sforzo supremo simulai con la vivacità dello sguardo e l'impeto della voce.

Ella mi ascoltava beatamente, raccolta nel suo seggiolone, con la guancia pallida appoggiata su la mano, in quel lieve tepore dei sarmenti che si sfacevano in cenere sul focolare.

— Racconta, racconta, dimmi sempre di te — interrompeva ogni tanto.

Io esponeva dei progetti inverosimili di speculazioni, di fortune improvvise, di gloria: sì, mi ricordo che ci entrava anche la gloria, e lei approvava sempre con molta serietà.

— Ogni via è buona, figlio mio, basta riuscire; e per riuscire bisogna essere forte. D'altronde io — concludeva con convinzione triste e pacata — non ti prescrivo mica la strada. Fa quello che vuoi, basta che tu riesca, che ti conquisti la tua posizione nel mondo, degna del tuo nome. Ai giovani bisogna lasciare libertà di seguire il loro genio: non dico sempre questo io, Beppo?

— Sì, signora contessa — rispose il servo che passava per caso, ma con un'intonazione monotona di voce che dava a vedere chiaramente essere quello il solito modo di rispondere sempre affermativamente al vaniloquio di mia madre.

Così passarono i giorni del santo Natale, le ore sacre alle famiglie fiorenti, io ne la mia casa che cadeva, ne la mia famiglia che moriva mentre la neve addormentava tutto all'intorno nel suo letargo gelido e bianco.

Venne il giorno della partenza; ed io non cercai di ritardarlo: quella casa grande, con tutti quelli stanzoni freddi, intorno tutta neve e tutto silenzio, e mia madre che mi ragionava con quell'enfasi di inspirata e poi, quando era sola, la scorgevo piangere, e quel servo curvo, triste, silenzioso: tutto, io dico, mi era entrato nell'animo con lo sgomento di cose morte. Mia madre voleva che partissi, e mi ricordo che non feci alcuna opposizione.

La solita berlina mi ricondusse alla stazione.