— Bravo! — replicò — Ma sai tu quante ne dicono di lui? Tu sei ancora un ragazzo; lasciatelo dire: sarai professore, avrai molta scienza in testa; ma non capisci le cose.

Aveva preso un tono serio e seguitò:

— Mio caro, in questi paesi per essere stimati e rispettati bisogna dare molto fumo ne gli occhi. Se no...., se no, ti montano sui piedi.

— Ma io faccio il mio dovere — dissi con un tono di voce che non era privo di dignità.

Allora lui sbuffò due boccate di fumo. E — queste sono parole, caro il mio ragazzo — disse con dispregio — e se ci credi, peggio per te. Bisogna darla a bere, non la capisci? Fai il professore, fai il pizzicagnolo, fai il medico, l'oste, ma bisogna sempre darla a bere.

Va, va! Fa a mio modo, se no, non riuscirai mai a niente; e butta a mare quella bestia rognosa che ti rende ridicolo; e se vuoi un cane, ti regalerò io un bel bracco. Cosa vuoi andare in giro con quella carogna? E poi — aggiunse sorridendo — tienti un po' su, vestiti meglio e comincia a far la corte alle donne. Non vorrai mica aspettare quando sarai vecchio?

Egli se ne andò tutto soddisfatto di avermi dato dei buoni consigli; io rimasi confuso con quella mia bestia da presso, e peggio fu poi, chè meditando su le sue parole, m'avvidi che esse contenevano molto di vero.

Fu una ben triste sorpresa!

— Ma e allora? — esclamai esterrefatto — allora che era di me? Quella virtù, quel sacrificio, quel dovere costantemente compiuto, di cui andavo così superbo, che riempiva tutta la mia vita, non era altro che una tragica farsa ne la quale io solo era attore e spettatore ad un tempo.

Pensai a lungo così quel giorno, andando sempre dove non c'era gente, lungo la spiaggia ferrigna di quel golfo; e l'onda sonante e frangentesi a miei piedi con regolare intervallo, mi pareva dire con rabbia: tutto è monotono quaggiù, tutto è fatale. Tu segui la tua parabola di false opinioni, di idealità sconfinate, perchè l'hai nel sangue la maledetta eredità della gentilezza e del bene, come io seguito a percuotere questo lido, come il sole s'annoia nel suo giro, e me lo dice ne' misteriosi colloqui sopra il deserto dell'oceano, come la tua cagna vien dietro ai tuoi polpacci, come il tuo soprabito è verde, e come gli uomini sono quello che sono.