— No — dissi forte, e avea bisogno di vincere il ridicolo che mi sentivo ronzare attorno — no a casa...: portatela via, liberatemene!

— Allora lasci fare a me — disse colui con un tono di voce come si fosse aspettato questa risposta —, e vedrà — aggiunse con triste sorriso — che non avrà più noie da quella bestiaccia, glielo garantisco io.

Per fortuna la scuola intanto era finita. Mi rifugiai a casa e mi distesi sopra il letto. Avrei dato qualche cosa per addormentarmi; ma non ci riuscii: un torpore stupido mi abbatteva e non si voleva mutare in sonno.

Mi stava poi alla mente quella poverina di Patirai! (già la chiamavo così anch'io, perchè vedevo che il nome le si conveniva proprio) mi stava alla mente come dicesse: «Chi ti vuol bene più di me in questo paese? Nessuno; e tu hai vergogna di riconoscerlo. Vedi che sei un debole?» No, non era tanto il torpore come questo pensiero che mi allontanava il sonno.

Quando ad una certa luce più calda e meno viva capii che il giorno stava per finire, mi vinse come un tedio e non so quale sgomento delle tenebre che sarebbero entrate fra poco. Allora mi feci forza; mi levai dal letto ed uscii.

Presi una delle solite vie solitarie e camminava avanti.

Il tramonto luceva vermiglio e grande: la via bianca di polvere si apriva fra due siepi di alto bianco spino fiorito.

Ad un tratto, allo svoltare della via, in fondo, mi si offerse qualche cosa di brulicante e di nero; poi una vampa di fuoco, un fumo nell'aria e un guaito; non forte ma fioco, eppure esso risonò dentro di me, sui miei nervi come uno strappo selvaggio su le corde di un'arpa addormentata.

Mi fermai, e il guaito si ripetè una seconda volta, ma tragico, lacerante, con tutto il terrore della morte. La fiamma per rinnovato alimento salì a vortice e vi rispose un urlo di festa, con voci e squilli di risa infantili.

Allora corsi disperatamente. Quelli non se ne accorsero, tanto erano intenti, se non quando fui da presso e udirono il rumore delle pedate. Si voltarono, mi riconobbero e poi si squagliarono come una schiera di conigli ad improvviso rumore. Alcuni filarono giù per la via, altri svoltarono ad un sentiero, altri si imbucarono ne la siepe e poi via per i campi.