La barbara scena non mi si staccava dalla vista:
«Lei così piccina, così debole.... lei così buona, così graziosa! Cercava di me e non aveva nessuno che la difendesse.... e loro la flagellavano, la lapidavano.»
Questo pensiero, ma sopra tutto l'idea «così debole!» mi si era fissa nel cuore. «E non aveva nessuno che la difendesse! non aveva nessuno!» Sentii come qualche cosa che mi stringeva alla gola, mi alzai, salutai in fretta e mossi fuori dell'osteria.
Ma quando fui in istrada scoppiai in un singhiozzo irrefrenabile, e come un'ondata di pianto mi fece velo agli occhi. Camminavo così barcollando verso casa e pensavo sempre. «Così piccina! così debole, così buona e non aver nessuno che la difendesse!»
Su per le scale sentii come un gemere fioco: era lei che faceva una nenia, una nenia che straziava il cuore; mi venne incontro e mi si rotolò ai piedi ma non ebbe forza di alzarsi.
— Buona lì, fa la cuccia lì, sul letto — dissi riponendovela.
Essa si accovacciò, nascose il muso sotto l'ascella e parve acquetarsi. Ma io non dormii tutta la notte, o fu più un torpore che un sonno. A poco a poco dimenticai la cagna. Ma l'idea «così buona, così debole e nessuno che la difenda!» mi si allargò con una commozione straordinaria: pensai a mia madre, a me, a tutti quelli che sono deboli e che non hanno nessuno che li difenda. Mia madre, sopra tutto l'idea di mia madre mi straziò. Erano due anni che non la vedevo, e allora solo mi accorsi del lungo tempo e dell'indegno abbandono. La sua immagine che in quella lunga stupidità si era svanita come quella di persona morta, allora mi si disegnò viva dinanzi come se il fantasma fosse stato ne la stanza.
— O, perdonami! perdonami! — mormorai supplicando quasi ella mi avesse potuto rispondere e consolare con le sue carezze.
Ella o sotto la neve o al sole mite del maggio coglie le roselline pallide o le gran rose vermiglie e misticamente ragiona con esse di me: e prega, prega la morte che la risparmi ancora perchè mi attende di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno che io ritorni coi segni della vittoria e della fortuna, e allora tutta la casa sarà lieta e il giglio rifiorirà sul quartiere.