E con questa nuova idea fissa mi accompagnai ne la mia solitudine, e cominciò da allora un genere di tormento nuovo e grande che condusse allo sfacelo della mia ragione.

***

La via che io percorreva abitualmente era una delle più belle che si possa pensare. I Baedeker ne ragionano con entusiasmo e ogni tanto si vedono passare grossi landau a due e anche a tre cavalli con sonagliere e postiglioni.

Sono per lo più ricchi stranieri che percorrono quella via così celebrata, per vaghezza di vedere e conoscere.

Per quella via io andava lentamente meditando; nè del mare che da un lato splende e si stende; nè delle colline verdeggianti di olivi e di aranci che dall'altro lato digradano e formano bellissime punte e rade, io prendeva alcuna distrazione o diletto. Il sole però (si era ai primi di giugno) battendomi con la forza de' suoi raggi sul capo e innondandomi di luce, pareva che fosse lui a scomporre in nuove utopie di progetti fantastici i pensieri che io cercavo di concentrare in qualche cosa di pratico.

La mia ragione era formata come di farfalle che volavano via e lasciavano vuoto il cervello.

E allora facevo degli sforzi disperati quasi da piangere per richiamare la ragione e la intelligenza che mi indicassero una qualche via da seguire. Bisognava, dico, pensare a qualche cosa di immediato e di pratico, e che fosse nel tempo stesso una di quelle inspirazioni rapide, intuitive con cui ci si riesce. Non era scritto anche nei libri di tanti che ebbero un'idea felice, la misero in atto e in poco tempo riuscirono ad aggiogare la fortuna al loro carro?

Ma era una vana impresa!

La mente avea perduto la conoscenza di ciò che è limite tra il possibile ed il fantastico; e scivolava a poco a poco nell'assurdo e nel sogno, dove finiva con l'addormentarsi in un abbandono che non era però privo di piacere quasi infantile.

Avveniva di me come dei palloni che mandavano in aria al tempo delle sagre nel mio paese. A vederli quando li gonfiavano col fumo, erano grandi come case e pareva che dovessero cadere da ogni parte. Poi, come fu come non fu, prendevano il volo e dopo un poco erano a pena un punto su in alto. Io faceva lo stesso: una, due e tre; lasciavo la terra ed era bell'e spedito per il paese delle più inverosimili fantasticherie.