Ma come si stava bene lassù! come tutto si faceva più leggero e più facile! Le cose e gli uomini che prima mi pesavano da ogni parte e mi stringevano più che Don Rodrigo dalla calca dei cenciosi, adesso non li sentivo più. Ero libero perchè ero lontano dalle cose vere: ma dove? Fuor di dubbio nel paese dei sogni.

Certo io capiva che quelle erano spedizioni pericolose ed illecite, e che per chi vola sull'Ippogrifo fuori della realtà, può avvenire una volta o l'altra di trovar chiusa la via del ritorno. Ma chi se ne sarebbe accorto? Nessuno. Forse ne lo stupore degli occhi si sarebbe potuto leggere qualcosa; forse una madre, un'amante, un amico avrebbero compreso. Ma la madre mia era lontana: amante o amico non ne aveva. Pure è certo che qualcuno si accorgeva, ed io ne provava una inquietudine timida e dispettosa.

Perchè Patirai mi fissava con quelle pupille immobili, con quell'espressione quasi umana? Oh, l'angoscioso linguaggio di quelle pupille! e più angoscioso ancora perchè pareva che volessero parlare! nè quasi mai si partivano dal fissarmi, come se dal camminare, dallo stare, dagli impercettibili moti del mio volto avessero voluto leggere ne la mia coscienza.

Ma già vi leggevano, perchè ne la loro intenta melanconia portavano segnata l'espressione di una gran pietà per me. Era proprio così: quelle pupille esprimevano manifestamente pietà, ed esprimevano il vero perchè anch'io sentiva compassione di me medesimo, soltanto che io immergendomi ne le fantasticherie, me ne dimenticavo e invece quelle pupille me ne facevano ricordare.

V'erano dei momenti che l'odiava a morte quella piccola bestiola. Pensare poi di essere amato e di essere compreso da quel miserabile essere, mi sembrava come uno scherno ultimo e il più atroce. Ma va, ma corri innanzi, insegui le farfalle, abbaia alla gente, al sole, alla luna! io le diceva, ed essa invece a seguirmi o a precedermi di pochi passi, ed ogni tanto voltarsi, fissarmi. Che angoscia era per me anche quell'affetto!

***

Sta fisso ne la memoria un giorno della metà del mese di luglio.

Io camminavo per quella via e Patirai, l'indivisibile amica, veniva dietro di me. La campagna era silenziosa e poche vele segnavano l'azzurro del golfo. E dopo lungo andare si udì dietro di me un rumore di sonagliere. Tre cavalli spinti al galoppo dal postiglione che faceva schioccare la frusta, venivano avanti rapidamente trainando un landau fra un nugolo di polvere.

Mi feci da un lato per lasciar passare. Passarono rapidi come una carica di cavalleria, ma ciò che vidi non scomparve dalla vista.

Proprio nel punto che m'erano davanti, un giovane signore che sedeva in quella carrozza avea con un braccio cinta la vita di un'esile e bionda compagna che gli stava al fianco; e costei piegò indietro la testa per accogliere un bacio che lui impresse su la bocca di lei; e con l'altro braccio disteso pareva indicare il mare e il cielo come per dire alle cose di essere testimoni della sua felicità. E la giovane donna pareva beata in quell'abbandono.