E pure io amo gli uomini: ma sono come Angelica. Rolando urla per la selva impazzito di amore: io mi dono a Medoro.»
***
E ne la immensità del tramonto che balenava una luce pallida e cilestra, l'imagine e la voce svanì.
Era giunto senza avvedermene dove il sentiero sboccava su la via maestra e Patirai era di fronte a me che stavo fermo sull'estremità della strada, dove lo scoglio rompe e scende fondo e livido nel mare. Essa mi fissava con quelle umane e umide pupille che io credo verosimilmente leggessero dentro la mia anima; e non si moveva nè abbaiava.
«È inutile — meditai —, il problema della vita non l'ho capito: un compito su cui ci lavorai tanto! Zero punti, maestro; e, pur troppo, senza il beneficio di ripetere l'anno o la prova! Terribile problema!»
«Problema facile», mi sentii contraddire timidamente.
In quel punto Patirai aveva mandato un lieve guaito che lacerò l'incombente silenzio delle cose.
«Problema facile..., quasi tutti lo risolvono!...» e quelle pupille mi guardavano con muto dolore, e il guaito si ripeteva.
Allora non ricordo come avvenne che la paurosa calma che mi occupava si mutasse in improvviso furore, in una rabbia delirante di annientarmi e di annientare tutto. Ricordo che io presi Patirai che mi amava e che io amava, e la scagliai giù nel mare.
La vedo anche ora nettamente dopo tanto tempo.