— No!

— Proprio no?

— No; digli che abbia un po' di pazienza.

— Però — insiste la cameriera dopo qualche minuto di silenzio e ritornando all'argomento di prima — il signorino finirà con l'accorgersi che quelle lettere non sono roba di lei: bisognerebbe almeno aggiungerci qualche cosa di più preciso!...

— Allora aspetta... — rispose Nora, e con un moto rapido si accostò di nuovo al tavolo, prese un altro foglietto e scrisse a larghi caratteri dettando forte: «Poscritto: lei è un gran curioso; vuol sapere troppe cose; oggi non ho voglia di rispondere a tutto. Faccia la penitenza di aspettare sino alla lettera di domani l'altro; così vedrò anche se ha pazienza. Un uomo prima di sposarlo, bisogna conoscerlo bene, ha capito?» Ecco fatto.

— Sì, così va bene — approvò Lisetta —, ma c'è poi quella cosa che domanda sempre in tutte le lettere, come la grazia ai santi.

— Ah, il famoso bacio! Aspetta: «Secondo poscritto: quella cosa è impossibile per ora. Ne parleremo meglio a voce.» Va bene così?

— Io però glielo darei un bacio — aggiunse l'altra in tono compassionevole —; è tanto buono, poverino, e le vuole tanto bene!

— Ma ti pare?... Dopo non si accontenta più: e poi mi fa senso a baciarlo!

— Gli metta almeno una buona parola; con le parole si può andare avanti un pezzo — consigliò Lisetta.