No ella, Nora, non gli voleva dare la sua giovanezza. Ella avea bisogno di amare, ma non a quel modo nè lui: e più cresceva il desiderio d'amore come più chiusa e melanconica si faceva la vita in quella casa sotto l'approssimarsi della morte.
Il sole intanto si era offuscato e senza alcun raggiare di sua luce, come un globo d'oro pallido, piegava giù dietro i platani ne la malinconia del cielo. Anche il terreno non si vedeva che ombrato e fondo, perchè la nebbia cominciava a salire.
E intanto lei, seguitava pensando, aveva oramai ventun'anni! Cominciava a percorrere il decennio della trentina: inutile illudersi. Camminava verso i trent'anni! E ancora quel carnevale, ultimo dei suoi vent'anni, finiva!
Ieri notte, che ora fosse stata non sapeva, la destò un coro di mandolini e di chitarre che suonarono tutta la notte: mandavano i mandolini note acute d'argento che parevano risa, e le chitarre ripigliavano un dolce ed appassionato motivo. Lei aveva pianto e non aveva più potuto chiudere occhio.
E quella notte sarebbe stato lo stesso ripetersi di canti e suoni; anzi di più perchè era l'ultima notte di carnevale.
Dopo ci volevano ancora altri dodici mesi perchè tornasse il carnevale!
Il sole finì con lo scomparire sotto la nebbia che montava più densa insieme alla notte. La nebbia maligna si sviluppava come globi di fumo dalla terra e aveva ravvolto tutta la foresta dei platani, di cui a stento si distinguevano i grandi tronchi.
Le cupole, i tetti della città smarrivano i loro contorni e si confondevano in un grigio uniforme.
Nessun rumore giungeva; solo qualche grido avvinazzato, e il rotolare di qualche carro: echi indistinti dell'ultimo giorno di carnevale che riprendeva la sua pazzia per le strade.
Molto rimase Nora con la fronte sul cristallo. Quando fu buio, venne il cameriere e disse che la signorina avrebbe cenato da sola perchè la signora zia avea dovuto uscire per un affare improvviso. Nora era così assorta che non pensò nè meno a domandare del perchè di quell'insolita assenza: le portasse qualcosa; avrebbe cenato in camera.