Febo mosse verso la stanza di Nora. Attraversò due sale dove la luce del corridoio moriva, e si trovò nel buio. Avanzava brancicando. Ma come ebbe svoltato, vide in fondo un filo di luce che passando per il vano lasciato dalla portiera della stanza di Nora, si proiettava sul pavimento; e nel tempo stesso un rumore breve come un soffio, lo fece sostare. Era come un sorriso ovvero un gemito che non avea mai udito. Oh che sorriso strano! Eppure era il sorriso di lei! Dunque che era? perchè Nora rideva? Era la dolce creatura divenuta pazza come Ofelia, la melanconica, ovvero era lui ancora giù, immerso in fondo, nell'abisso dei sogni?

Ma dopo qualche tempo che stava in ascolto, quel fievole suono assunse un carattere più languido, ma spiccato e deciso. Febo sussultò, e un'onda di terrore gli si aggirò attorno al capo.

Procedette per quel filo di luce senza esitare; e quando ebbe sollevato il velluto della portiera, gli si offerse una vista che lo fermò; nè le fauci riarse poterono emettere un grido.

Nora era stretta fra le braccia di un giovane, e i capelli dalla nuca e dalla fronte le cadevano diffusi per una veste sontuosa e fiammante. Il giovane si chinava a baciarla; ella levava le braccia e con ambe le mani gli accarezzava languida i capelli e le tempie.

Un senso mortale atterrò Febo sul tappeto; ma gli occhi, nel piegarsi delle membra, rimasero fissi.

A quel rumore i due amanti trasalirono e scorsero il velluto della portiera che si scoteva: un braccio vi si disegnava e tentava di aggrapparvisi.

Poi sporse la testa di Febo con gli occhi fuori e finalmente tutta la persona ritta in piedi, e sarebbe parso una statua se non fosse stato il tremore che lo scoteva: con la mano faceva cenno di voler dire qualche parola.

— A me.... a me.... Nora!... — riuscì a pronunciare con un accento che non era più quello di Febo, e fece per camminare verso di lei stendendo le braccia.

Nora mandò un lieve grido e retrocedeva stretta fra le braccia dell'altro, e non staccava gli occhi da Febo. Lo vide oscillare due o tre grandi passi, poi il camice diventar tutto rosso di molto sangue e lui cadere grave e rotolarsi presso i suoi piedi, presso i piedi di lei, l'amabile Nora.