[108.] Il principe Girolamo Napoleone (Plon-plon), allora fanciullo di dieci anni.

[109.] Giuseppe Grabinski, Un ami de Napoléon III. Paris, 1897, pagg. 34 e 35.

[110.] Vedi Bonfadini, op. cit.

[111.] Carte dell'Archivio di Stato in Bologna.

[112.] Essi, come il generale Zucchi, erano vecchi soldati dell'Impero, seguiti dai due giovani nepoti di Napoleone.

[113.] Giuseppe Calletti, Cronaca, Vol. II, Ms. 103, pag. 769 e segg. Biblioteca A. Saffi di Forlì. Questa cronaca è assai pregevole, e di farla di publica ragione intenderebbero il discendente signor colonnello G. Calletti e il prof. B. Pergoli, direttore di quella biblioteca comunale.

[114.] Luigi Napoleone infermò poi dello stesso male ad Ancona, come è accennato. La madre finse che egli fosse partito per mare, come partirono i più compromessi di quella rivoluzione, e diretto a Corfù. Potè quindi ottenere dal generale austriaco un passaporto in bianco che fu come un talismano nella fuga da Ancona per Loreto, Umbria, Massa, Genova, Cannes. Il principe era travestito da lacchè, nella carrozza che trasportava la Regina Ortensia.

[115.] Persone di perchè, vuol dire gente di alta condizione, qualificata.

[116.] Perniciosi a quelli, ed erano molti, a cui il solo nome di Rivoluzione faceva venire i brividi: utili ai carbonari, benchè sia qui da avvertire che a molti di essi il concorso dei due fratelli Bonaparte pareva dannoso, temendo di alienarsi così l'animo del nuovo Re di Francia, nel cui divieto all'Austria di intervenire, era fondata la troppa e consueta speranza degli insorti italiani. È noto infatti che il Metternich denunciò astutamente a Luigi Filippo la rivoluzione di Bologna e delle terre soggette al Papa, come un moto ed una congiura bonapartista. Del glorioso fatto d'armi del 25 marzo, condottiero il Grabinski, alle Celle, le più minute e interessanti notizie si trovano nella Storia di Rimini di Carlo Tonini. Libro VII, cap. V.

[117.] Baccarini, Cronaca, Vol. II, pag. 1329 e segg. Ms. 177 della Biblioteca A. Saffi di Forlì.