[242.] Chiala, III, LXVI.

[243.] Mazzini, Scritti, X, pagg. 255 e 268 (15 marzo e 1 aprile '59).

[244.] Chiala, III, LXIV.

[245.] Chiala, III, pag. 49. Lettera del 21 marzo.

Per ciò poi che riguarda la Francia, crede o desidera di far credere ad E. D'Azeglio «che la rivoluzione si estenderà alla Francia, che sarà così governata da un sovrano spogliato del suo prestigio e ne seguirà una conflagrazione ben maggiore di quella che oggi si teme». È lo spettro della Rivoluzione; del quale mezzo così acuto uso farà Cavour di fronte a Napoleone. Parlando poi di questa lettera al Nigra, il De La Gorge (op. cit., II, pag. 422) ne fa maligna parafrasi, dicendo che Cavour scrisse al Nigra «affinchè arrivasse sino a Napoleone e con la sua astuzia, i suoi sotterfugi, le sue preghiere lo strappasse alle influenze degli amici della pace».

[246.] Lettera del 20 marzo. Chiala, op. cit., III, pag. 457.

[247.] Parole del conte Buol riferite da lord Malmesbury, 27 gennaio 1858. (Vedi Chiala, III.) Il Mazzini stesso (1º aprile, ved. Scritti, X, pag. 271) vi accenna: «Il Piemonte, se romperà guerra appoggiato dalle armi napoleoniche, susciterà a pro' dell'Austria una potente coalizione e finirà per subire le sorti dell'alleato; se romperà guerra solo, sarà disfatto», da ciò la deduzione «di appoggiarsi francamente, lealmente sulla Rivoluzione». Per questa terza via egli rinnova la sua inesauribile fede nella vittoria, benchè richiami a mente «l'inerzia più che probabile del mezzogiorno d'Italia».

[248.] Chiala, III, LXXVIII.

[249.] Ib.

[250.] «Si comprende — scrive il Grabinski, op. cit. pag. 159, — che l'Arese e i patriotti italiani non si preoccupassero guari dei pericoli della Francia; ma bisogna dar lode al sentimento publico in Francia che previde le gravi conseguenze della guerra del 1859 e non nascose punto la sua opposizione ai progetti di Napoleone III.»