[251.] Mazzini, Scritti, X, pag. 272.

[252.] Chiala, III, XCVI.

[253.] Vedi Chiala (III, XCV) il quale toglie dal citato libro del Martin, e dice «che questi ragguagli furono al Principe Consorte comunicati nel febbraio del '60 da eminente personaggio, in condizione di conoscerli con la più scrupolosa esattezza».

[254.] L'Arese fu dal '49 mandato a Parigi dal ministro Gioberti a sollecitare l'aiuto di Luigi Napoleone nelle guerre d'Italia. Dispaccio Arese del 9 e 21 febbraio 1849. Vedi Bonfadini, pag. 96. L'Hübner ricorda che non fu agevole anche allora distogliere il Presidente dall'intervenire nelle cose d'Italia contro l'Austria.

[255.] Chiala, III, XCV.

[256.] Hübner, II, pag. 368.

[257.] De La Gorge, Histoire du Second Empire, II, pag, 422.

[258.] Hübner, II, pag. 361.

[259.] Hübner, II, pagg. 367 e 368.

[260.] La principessa Matilde, figlia del re di Westfalia, sorella del principe Napoleone, cugina dell'Imperatore. Di questa dama vedi Federico Lolliée, Les femmes du Second Empire. Fu uno degli affetti giovanili di Napoleone III. Muliebremente caratteristica è la frase di lei: «Se io l'avessi sposato, mi sembra che gli avrei rotto la testa per sapere quello che c'era dentro».