[318.] Voti favorevoli 110, contrari 24.
[319.] La lettera concludeva: «Ho l'onore di pregare Vostra Eccellenza di voler prendere il contenuto (della presente) in seria considerazione e di farmi sapere se il governo del Re acconsente o no a mettere, senza indugio, il suo esercito sul piede di pace e a licenziare i volontari italiani.
«Il latore della presente ha l'ordine di mettersi a vostra disposizione tre giorni per la risposta.
«Se allo spirare di questo termine non ricevesse risposta, ovvero essa non fosse completamente di nostra soddisfazione, la responsabilità delle gravi conseguenze che seguirebbero a questo rifiuto ricadrebbe tutta intera sul governo di Sua Maestà di Sardegna.
«Il mio Imperatore, dopo avere esaurito tutti i mezzi concilianti per procurare ai suoi popoli la garanzia della Pace, dovrà con suo grande rincrescimento ricorrere alla forza delle armi.
«Nella speranza, ecc., ecc., signé Buol».
[320.] Vedi Massari, Vita del conte di Cavour.
[321.] Op. cit., II, pag. 440. Vedi anche questo mio libro, [pag. 178].
[322.] Morto da valoroso a Castelfidardo, 1860.
[323.] Breve risposta. Riassume le vicende del Congresso. Il Piemonte ha accettato le condizioni del Congresso, formulate dalle potenze d'Europa. Rifiuta di aderire al disarmo fuori di quelle condizioni. «Quali ne possano essere le conseguenze, la responsabilità ricadrà su chi ha armato per primo, su chi ha rifiutato le proposte dell'Inghilterra, su chi ora vi sostituisce un comando di minaccia. Signé: C. Cavour».