La scimmietta riferiva anche i racconti delle monache: racconti di diavoli, di inferno, di dannati, e specialmente di quelle lagrime così cocenti che se cadono sul palmo di una mano, la passano da parte a parte perchè sono di piombo fuso.

Sono superstizioni disapprovate dai pedagogisti; ma la signora Alice, invece, era soddisfatta come di una purga di olio da cui sperava benefici effetti. «Perchè — diceva — la Elena si va un po' smaliziando. Già plebe è nata, plebe è, e plebe rimarrà».

La bimba, infatti, parlava dei diavoli senza troppa paura.

Forse il difetto di questi diavoli delle monache è che erano onesti diavoli, perchè perseguitavano soltanto i veri peccatori.

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*

Ora quella mattina della prima comunione, Beatus era da tempo nel suo studio. Si vedeva il sole nascere in una chiarità di rosa: si sentiva nello studio una piccola sveglia.

Quel cosino con tutte quelle rotelline camminava disperatamente.

Si arrestò Beatus per ascoltare il rumore di quel cosino come lo udisse per la prima volta. Pareva andare sempre più disperatamente. Pareva la macchina trebbiatrice del tempo!

Allora Beatus mise fuori di equilibrio la sveglia, e la sveglia si fermò.