Lui era guercio, e aveva la fisonomia felice dell'idiota: teneva le due mani posate sui ginocchi: mani nere, incrostate di pece ed unghie nere, quadrate. Lei, lei aveva tutti i muscoli rilassati come per una grande stanchezza. Il corpo era emaciato e quasi visibile sotto le vesti; ma il ventre sporgeva erto e gonfio: lì erano raccolte tutte le energie: quello era il tabernacolo dove con enorme ardore si formava quel movimento di vita che proromperà: un grido, un vagito, un'epitome delle generazioni e delle vite: l'uomo!

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Beatus vide la parola dello smisurato poeta cristiano che disse: nel ventre tuo si raccese l'amore, e le parole del poeta gli parvero grandi come la scienza. E le parole della scienza gli parvero grandi come la voce del poeta.

Ma lì quei due esseri! Oh, lo squallido nascimento!

Il pensiero netto di Beatus fu questo: «Se vi buttaste a fiume tutti e due, anzi tutti e tre, fareste cosa ottima».

Beatus guardava quei due esseri inerti davanti a sè e gli parve che l'uomo si potesse definire anche così: homo iners, l'uomo inerte! Che bella definizione!

Anzi gli parve una scoperta! Sì, gli industri uomini, come furono detti da Esiodo, l'audace stirpe di Giapeto, come li chiamò Orazio, l'homo sapiens di Linneo, l'uomo sociale di Dante, l'uomo economico; sì tutti begli uomini. Ma l'uomo inerte è più bello! L'uomo è inerte come il bue nella stalla, come il cane nell'aia, come la serpe al sole.

Quando ha fame, quando ha sete, quando l'ardore del senso si desta; quando un urto, un colore, il rosso, l'oro, lo percuote, allora si desta, diventa furibondo, si avventa e morde anche. Poi si assopisce ancora, e torna [pg!174] inerte. Chi era l'uomo? lui che era vigile, o coloro che erano inerti? Bel tema per una memoria da spedire all'Accademia dei Lincei! Peccato che Beatus non credesse più alla gloria, nemmeno a quella distribuita dall'Accademia dei Lincei.

Beatus cominciava a gesticolare, ma quell'uomo che stava inerte, levò la mano nera che posava su le ginocchia, come per fermare la manina bianca di Beatus, che volava, e disse:

— Be', lei mi ha mandato a chiamare, per dirmi cosa?