*
Questo convoglio del genere umano che procedè lento per secoli, portando con sè tutto il peso secolare della sua storia, tutte le sue tombe, tutte le sue domande senza risposta mai, «chi sono io? donde vengo? a che [pg!187] tendo?»; e il re dei bolcevichi lo sganciò, e procedè coi suoi operai materiali della vita!
«Signor re dei bolcevichi — gridavano a lui — tu lasci indietro tutti gli archivi, e tutta la sacrestia dei sacri arredi, e tutti i sacerdoti dell'intelligenza, disposti a far scuola nel modo più elementare, a dividere ancora il mondo in acqua, aria, terra, fuoco se così è necessario per l'intelletto dei tuoi bolcevichi. Noi saremo i tuoi giullari, Signore; noi porteremo i tuoi colori».
Ma il re dei bolcevichi li respinse, e in questa operazione avvenne che anche a taluno di essi tagliò con la scure le mani e ad alcuno tagliò la testa. Solo gli operai della materiale fatica! Essi hanno dimenticata l'anima loro, e il fiore della primavera: essi hanno una sola anima comune: essi e il metallo delle macchine sono diventate un sangue solo. Sono essi dio, giudice, legge.
*
Gli operai della materiale fatica, fra noi, intanto giacevano inerti e i loro occhi erano rivolti da quella parte da dove sarebbe apparso il re dei bolcevichi.
[pg!188] Aspettavano il re dei bolcevichi e non volevano più lavorare per l'altrui piacere i balocchi della vita!
Pareva l'anno mille, che attese l'avvento del nuovo Messia.
Quelli intanto che possedevano i balocchi della vita, ne facevano orgia e sperpero prima che il re dei bolcevichi arrivasse: e un po' tremavano.
Come attorno al ferro incandescente si vede l'aria soffrire per l'immenso calore, così attorno ai corpi inerti delle moltitudini vaporava il calore dell'odio e del desiderio.