Era anche curioso Pasquà: — Vui m'avite a spiegà come fate: v'andate a curcà e leggite, pigliate 'u caffè e leggite, mangiate 'a minestra, e leggite. Io dopo due minuti che aggio aperto u' Don Marzio, me volta 'a capa.
E vedendolo pensoso, Pasquà diceva: — Anch'io come voi tengo tanti pensieri; ma invece di tutti questi libri, bevete e non penserete più a niente.
[pg!26] Era anche sfacciato Pasquà. Apriva i libri, e vedendo scritto Storia — Ih, quanta storia! — esclamò. — La so anch'io la storia come voi. Re Gioacchino, Re Ferdinando, Re Franceschiello...... Tutti fessi!
*
Tornando dunque Beatus al suo albergo, trovò Pasquà sdraiato nel suo nirvana.
Aprì gli occhi porcini e disse tetro a Beatus: — Felice voi! Sempre di società anche la mattina!
— Perchè?
— Perchè avete sempre il gilè bianco, i guanti, e le scarpette lustre.
— Felice voi, Pasquà — disse di rimando Beatus —, voi che potete dormire anche al mattino; voi bella casa, voi bella salute, voi belle donne. — E indicò, nella cucina, le tre donne fresche e piacenti.
Lo guatò torvo Pasquà e disse: