Gli parea di non poter più respirare. Anche lui respirava, senza saperlo, per il cordone ombelicale della madre Germania. E adesso la guerra gli tagliava il cordone ombelicale, e questa operazione eseguita oltre i quarant'anni, era grave!
Il giovane ufficiale, ricordando quei giorni, richiamò a Beatus il suo perduto onesto giudizio.
Beatus domandò di questo e di quello studente, e il giovane rispondeva invariabilmente: — Morto!
Tanti morti!
E Beatus si vergognò di esser vivo.
*
— Oh, sì, molti morti! — Del resto — continuò il giovane — finchè c'è legna da bruciare (e indicò i compagni nel closet) si va avanti. Sui monti del Carso si sono fatti i fuochi di San Giovanni con vera prodigalità.
[pg!58] Beatus allora si accorse che quel giovane parlava con una sua amarezza, con una sua ironia. Voleva domandare: «perchè parla così? si è fatta morire più gente che non fosse necessario?», ma ebbe paura della sua domanda, e il giovane la troncò in sul nascere con un gesto che significava: «non ne parliamo», oppure: «che può capirne lei?».
La tristezza del giovane contrastava con la follia dei tre compagni, e sorprendeva anche come egli si prestasse a far da sentinella a quella loro follia. Beatus domandò, indicando il gabinetto:
— Sono suoi amici?