— Io esco, e basta! — rispose quell'uomo.

— Non basta, perchè per uscire bisogna essere entrati. Con quale diritto lei è entrato in casa mia?

— Sono qui per cose mie.

Beatus avrebbe voluto afferrare quell'uomo per il colletto; ma quell'uomo non portava colletto, e poi c'era sempre quell'impedimento della mano debole.

— Voi direte il vostro nome.

— È un delegato di pubblica sicurezza lei? — domandò quell'uomo; e uscì con passo tranquillo.

Chi era costui?

Ruggero Bonghi, così iroso contro i letterati, era rimasto tranquillo. Che non vi sia più da fidarsi nemmeno dei cani?

Beatus rientrò nel suo studio. Lì vide le piramidi dei libri crollate, e quanto al non levare la polvere, Scolastica era stata ossequiente. Fece alcuni segni con l'indice sopra [pg!96] i mobili, e il suo dito disegnò arabeschi come con un antico stilo. Sopra le piramidi dei libri, pendevano i ritratti dei benefattori dell'umanità, ma in quel giorno Beatus s'accorse che mancava il solo onesto benefattore: Ercole con la clava.

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