— E veramente, — proseguì il marchese, — il nostro ospite, che è anche un avvocato principe, ci faceva osservare che il codice contempla il caso all'articolo 429: va esente da pena, e perciò è lecito uccidere o altrimenti rendere inservibili, questi animali appartenenti ad altri, ma sorpresi nel momento in cui recano danno. Soltanto non abbiamo sorpreso; e poi per deferenza verso di lei....
Beatus ascoltò il codice come distratto da quella consacrazione che è nel codice: è lecito uccidere. Ringraziò della deferenza, e rispose riconoscendo di aver male posto i suoi affetti sopra Biagino.
— Questa cosa mi fa molto piacere, — rispose il marchese; e dovea essere questo il principale argomento del suo colloquio, [pg!134] perchè prese tosto commiato, dicendo, con un sorriso che gli fece girare tutte le rughe del volto: — Perdoni se in momenti come questi non le stringo la mano.
E Beatus andò a destra e il marchese a sinistra; con quel suo passo riservato che parea camminar sopra le uova.
Beatus lo seguitò con lo sguardo, e fu molto sorpreso da questo suo pensiero: «Bravo Biagino, masnadiero forte. Portagli via anche il feudo».
[pg!135]
[Capitolo XVII. — La scimmia a spasso.]
— Ecco, caro cavaliere, la scimmia è pronta, — disse a Beatus la donna del sud, presentando Elena. La sventurata bimba, vestita da signorina, era sorprendente: era più brutta di prima.
— Adesso dimmi, — le domandò Beatus: — dove ti piacerebbe andare?
La bimba brillò di gioia e disse: