— Oh! — esclamò la bimbetta stupefatta, e guardò Beatus.
— Ti dico sul serio: il più bello, qui, sono io.
La bimbetta non ebbe il coraggio di dire di no, ma riguardò Beatus con tali occhi che egli si sovvenne delle sentenze di Scolastica a suo riguardo: L'è mato, tuti i dixe che l'è mato.
O Beatus! uomo pieno di vanità! Tu, forse, potevi essere stato bello al tempo del manuale di Epitteto. Tu hai fatto la toilette all'interno della fronte; essi all'esterno. O uomo fuori dell'umanità!
Quella elegante compostezza a un tratto gli si trasmutò, e Beatus si domandò:
[pg!140] «È sorta una nuova religione di cui io non ho conoscenza?»
— Tutte — dicea la bimbetta — col fidanzato.
Una signorina sedeva ad un tavolo in compagnia di due fidanzati, un'altra signorina con tre fidanzati!
Stupì Beatus alla osservazione della bimbetta.
La voce di lei era di adorazione e di beatitudine.