[XVI. — CANI E GATTI.]
Il giorno ventisei del mese di maggio ho preso possesso della villetta. Vi trovo madre figlia e servetta che sfaccendano ancora nelle ultime operazioni di raddobbo.
[pg!126] La mia presenza, di perfetto gentleman, incute un po' di soggezione.
— Ci dispiace che ci trovi così — dice la signora, — ma gl'inquilini che c'erano prima, hanno lasciato una casa, una casa....
Mi fa poi osservare la disposizione delle camere; ma a me importa la sua disposizione. Solida! Anzi dirò che se fosse messa con civetteria e non dovesse diventare mia suocera, vagheggerei che ella non fosse uno dei casi di fedeltà coniugale debitamente constatati.
Mi dice:
— Questa camera, la più grande, la riserbiamo per la sua signora madre.
— Perfettamente.
— E adesso, Oretta, bambina mia, dà al signore la consegna. Hai fatto per benino la nota di tutto? Sa, per regolarità.... Lei, se vuole, può confrontare.
Lodo la sua regolarità amministrativa, ma presento la mano guantata: — Prego.