Non si confonde mica.
— «Idiota» vuol dire — dice gravemente — nel suo senso primitivo, persona non iniziata.
— Per lei vorrà dire così, per me vuol dire, «stupido». Ma lei parla in poesia e la cosa non mi riguarda.
— Sconer, vedete — si affretta a dire la contessina —, è come per la messa cantata di cui vi parlavo. Ammetterete, Sconer, che il popolo non comprende i versetti rituali; ma ne subisce la suggestione.
[pg!158] L'incidente è esaurito.
Viene Lisetta. Porta un bell'apparecchio: tovagliolini, rosoli gialli, biscottini, e.... caramelle.
La contessina si drappeggia in una sedia di vimini.
La seduta è cominciata. Quanto è durata? Non so. Certo molto tempo. Ricordo che la Lisetta aveva portato poi due lampade da giardino: da principio le due fiammelle non facevano lume. C'era ancora sospeso il crepuscolo: poi fiammeggiarono, poi si consumavano rapidamente.
Deve essere trascorso molto tempo.
Da principio sospettai che si volessero prendere gioco di me. Io non capivo niente. No: facevano sul serio. E allora mi venne da ridere dentro di me.