Io non conosco questo pittore Murillo, ma le sue teste devono essere incantate, perchè lei è sempre incantata.

«Signorina, che cosa le piace? leggere, lavorare, far da cucina?»

«Mi piace far pulizia.» Ma la sua camera farebbe orrore alla mia governante Desdemona. La sua pulizia consiste nel brillantarsi le unghie, e, quando nessuno la vede, girare la mano per far andare giù il sangue.

«Signorina, che cosa legge? il bollettino della guerra?»

Leggeva la corrispondenza di quarta pagina.

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Signorina G***: «si erge a somiglianza del perfetto stelo,» come dice Lionello, ma ha il torto di farsi vedere a passeggio in compagnia di sua madre, la quale era forse uno stelo anche lei, ma oggi è un archetto. Una fanciulla di buon senso dovrebbe evitare di farsi vedere con una madre che presenti un quadro disastroso della sua futura configurazione. E poi il figlio di Ginetto Sconer deve essere una quercia, e non uno stelo.

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Signorina H***: figlia di un ingegnere architetto. È stata costruita con molta grazia da suo padre, nello stile Louis Kenz, da me preferito. Pare una bambolina, e si chiama Noemi. Porta i riccioli a tire-bouchon, come nelle vecchie stampe. Fa la svenevole, parla con una voce melliflua.... Ma queste apparenze ingannano: un giorno la ho sentita, nello studio di suo padre, che tirava su gli affitti a tutti gli inquilini delle sue case. Questa signorina ha delle buone qualità — dico fra me —; ma un altro giorno sento una voce stridula che rompe le pareti: «Fa alla svelta, fa alla svelta, fa alla svelta! Sai bene che io non [pg!16] sono figlia della pazienza. Sei un'idiota, una stupida! Ti tiro la ciabatta su quella facciaccia da mummia!»