— Un giovane che ha sempre proceduto con la più scrupolosa delicatezza, tanto è vero che la prima cosa fu di presentarsi a me con una lettera di suo padre. E d'altra parte domando e dico: ad un giovane che fa il suo dovere per la patria, ad un giovane ferito, all'ospedale, solo, poverino, che domandava di corrispondere con Oretta, potevo io dir di no? Ma se non ci aiutiamo fra noi, buoni, chi ci deve aiutare?

— È un'opinione rispettabile, ma non condivido. Il suo preciso dovere era invece, appena ella si accorse di quella passione, di troncare: taglio netto. Probabilmente anche lei, madama, si è lasciata sedurre dalla montura.

— Oh!

— Prego, si calmi. Osservi invece — tanto per incidenza — come è ridotta sua figlia. Pareva un fiorellino, e adesso è uno straccio.

— Ma bisogna bene soffrire qualche cosa in questo mondo....

[pg!215] — Ma chi le ha dato da intendere questo?

Madama Caramella guarda la mia calma con un principio di alienazione mentale.

— Oh, io sono certa — disse madama Caramella — che quando mio marito saprà tutto, dirà: «Hai fatto bene!».

— Io non credo: ma se fosse così, direi che il di lei consorte è molto più poeta di Cioccolani! Scusi, signora, ma lei sta in piedi e ciò mi dispiace.

Prendo una sedia, e prego madama Caramella di accomodarsi.