— Qui?
— Sì, contessina.
— Qui all'aperto? Vicino al pozzo? Sotto quest'ombra? Ah, delizioso!
— Tanto più, contessina, che il pozzo agisce da termosifone refrigerante. Già, ma non c'è niente da mangiare. Un momento, però.
Esco, trovo Lisetta, le racconto il caso, e la prego di portare qualche cosa: ma sùbito.
Ritorno.
— Occorrerà un piatto, delle posate — dico alla contessina.
(Ecco lì la credenza con gli oggetti consegnati al fu cavalier Ginetto Sconer).
— Faccio io — dice lei.
[pg!224] Vuole lei preparare la tavola e mi impone la ubbidienza.