— Fino a un certo punto. In commercio, contessina — mi permisi io di obbiettare — si verifica lo stesso fenomeno. Si fabbrica un prodotto; ma la cosa più difficile è lanciarlo, imporre il nome! «Ficcatevi bene in testa questo nome!». E si fa un uomo con un chiodo che penetra dentro la testa. Molte volte è la fortuna di un nome. Pillole Plak! Qualunque farmacista le può fabbricare. Ma Pillole Plak si sono imposte. Sente che nome? Plak! Pare un comando. Naturalmente è un suono tedesco, così lo capiscono di più.

Ma la contessina, invece di ridere, rimase seria.

[pg!235] — Ah sì, — disse — per voi, gente mercantile, l'Attileide e i vostri empiastri sono la stessa cosa. Intanto quel povero giovine ne morirà di dolore.

— Per così poco? Speriamo di no, contessina. Se l'Attileide non potrà essere rappresentata a Roma, si potrà rappresentare a Milano: se non quest'anno, l'anno venturo. È questione di aspettare.

— Aspettare? Non si può aspettare.

— Scusi — dissi io — Cioccolani non sarà mica una donna, pardon! in istato interessante, che non può aspettare un giorno di più.

— Questo appunto è il caso — disse la contessina — perchè se venisse la pace, l'Attileide è rovinata.

— Per questo non si preoccupi, contessina. Il governo italiano ha calcolato la guerra a tre mesi: ma il governo inglese, che è più pratico, l'ha calcolata a tre anni.

— Voi mi consolate, Sconer.

(Vedete le donne! Questa qui, presso il pozzo, vuole la guerra: quella là, sotto la pergola, vuole la pace).