Io parlavo, e lei mi seguiva docilmente, come trascinata da me.
— E poi? — domandò ancora.
— E poi, e poi! E poi passa la vita.
— Allora perpetuare la specie?
Mi guardò con due occhi così attoniti che io vidi passare per essi l'imagine bianca della follia, onde dissi a me stesso: «Ginetto, sta attento a quello che fai»: ma quel giorno ero deliberato a tutto.
Rimasi anch'io sorpreso a quella domanda, allora perpetuare la specie. Io stavo per affrontare una grande battaglia. Colmai i bicchieri: io bevvi, ella bevve.
[pg!241] — Contessina — dissi — anch'io ho inteso dire che il matrimonio è in crisi, che è una formula oramai superata: ma con tutto questo, che vuol che le dica? Mi pare che una mogliettina graziosa, intelligente, buona, capace di ricevere e dare consigli, congiunta ad un uomo solido, equilibrato, intelligente, corpo d'un cane!, sia sempre una bella instituzione.
— Io dovrei — disse — allora diventare proprietà di un uomo.
— E un uomo, viceversa, sarebbe sua proprietà.
— Ed io dovrei essere oggetto di piacere per un sol uomo?