— Sai tu cosa guadagna Nicoletta, cioè fräulein Violetta? Più di tutti i poeti italiani, compreso Dante.

— Questo lo credo, — risposi.

— Sì, vedi, perchè fräulein Violetta, sotto apparenze anarchiche, nasconde un genio pratico di primo ordine, come ti è dimostrato dal fatto che essa riesce a mantenere il primato in mezzo a un'enorme concorrenza. Ora tu saprai la leggenda che corre sul conto suo: leggenda che ha il sapore dell'assurdo, ma così è. Dimmi, Sconer, tu hai mai veduto fräulein Violetta quando agonizza nell'estasi dei sensi? Non hai mai visto Voluttà, interpretata da fräulein Violetta? Ebbene, essa è Vestale!

— Cioè?

— Cioè di quelle donne antiche, che se non erano di prescrizione, venivano sepolte vive.

— Vergine?

— Press'a poco. Pensa, Sconer, questa donna, che ha sverginato diverse generazioni di adolescenti, è vergine! Cioè passa per vergine, che è lo stesso. «Non vi vergognate, fräulein Violetta, — le abbiamo detto — di questa leggenda che corre sul vostro nome?» «Voi conservate [pg!40] vostro pulcellaggio?» domandò il poeta Flebis che segue in arte le forme tradizionali. «Voi catafratta?» Pensa, Sconer, una donna che in apparenza è di velo, e in sostanza è coperta di piastre come una dreadnought!

«Voi lo fate per réclame» le abbiamo detto anche. «Può darsi» ha risposto. «È una originalità che vi fa torto, fräulein Violetta». «Voi dovete esser fornita di una insensibilità di pietra...!» «Credete?» disse con ambiguo sorriso. A me poi, come a fratello in arte, essa ha confidato che realmente la cosa si impone per non sciupare la linea. E poi è anche un mezzo di difesa. Essendo cosa notoria che è vestale, può rifiutare ogni uomo. Sai che la sua condizione è terribile? Riceve pacchi di lettere come una sovrana; e alcune impressionanti di gente che ha perduto la testa. Ebbene, Sconer, ora ti dico una cosa che è anche più meravigliosa della leggenda: fräulein Violetta ha annunciato da qualche tempo l'intenzione di prendere marito. Una cosa che ha scandalizzato tutti noi. Ma così è. Si è precipitata una mezza dozzina fra blasonati, banchieri, milionari. Respinti! Ci siamo presentati noi artisti, poeti. Trattandosi di fräulein Violetta, si poteva fare eccezione. Santamaria, che è architetto, si è persino offerto di [pg!41] costruirle un grattanuvole in istile assiro-babilonese dove lei potrà approdare col suo velivolo. Siamo stati respinti, con bella grazia, ma respinti. «I poeti, gli artisti, gli uomini di genio in genere — ha detto — sono miei buoni amici, ma il mio ideale di marito è un altro». Avrebbe tutt'al più fatta eccezione per il poeta Flebis, ma unicamente — è etico — per sentimento di umanità. «Tanto voi, caro Flebis — disse Nicoletta, — dovete morire, e io vi potrei abbreviare l'esistenza, facendovi spirare sopra il mio seno. Comporreste la vostra lirica migliore».

— Così brutale?

— È una sua specialità la brutalità. Ebbene, amico mio, c'è una terza cosa anche più stupefacente della sua verginità, del suo matrimonio; ed è che l'ideale di marito per fräulein Violetta, sei tu.