— Contessa — dice con solennità.

Domando dove si può vedere questo champagne, quest'arciero del Cinquecento, questa contessa.

— Non pretenderete mica che ve la porti qui! Se voi una domenica, verso mezzogiorno, capitate a P***, alla pasticceria della Maddalena, sul corso, ve la posso presentare. Io verso quell'ora prendo il mio vermut, e donna Ghiselda vi càpita dopo l'ultima messa a fare qualche acquisto di dolci.

— Va a messa questa contessina?

— Ma certamente! Tutti noi, nobili, andiamo a messa; se non altro per protestare dignitosamente contro la canaglia che non ha più religione. E poi, scusate: senza una religione che matrimonio pretendete di fare?

[pg!68]

[VII. — LA CONTESSINA GHISELDA.]

Ho dato quest'ordine a Biagino, il mio chauffeur:

— Domani, che è domenica, tenete pronto per le nove. Andiamo a P***. Vedete di arrivarvi per le undici e mezzo.

Perchè questa decisione?