«No! — si sente gridare ancora di là, — è inutile che lei mi dia dell'olio. Sa piuttosto? ringrazi se non la denuncio. Esca, faccia il piacere: esca!»

L'uscio si spalanca e vien fuori un signore un po' pallido. Passando, vede la mia distinta persona e dice: «Gli porto un affare che rappresenta dei buoni da mille e lui dice che gli guasto l'onore. Come se i buoni da mille fossero stampigliati col bollo d'onore e senza! La guerra passa e gli affari rimangono».

Non ragiona male, ma io resto impassibile: [pg!112] invece i contadini si guardan con tanto d'occhi: Disel da bon?

Il signore esce.

Vien fuori l'avvocato con una faccia da burrasca, e dice: — Avanti a chi tocca.

I due villani entrano.

Il mio futuro suocero manca di distinzione.

— Sempre così coi clienti, il suo principale? — domando allo scrivano.

— Eh, quando gli toccano la corda sensibile....

E il gobbetto amabilmente mi spiega la storia del diverbio: si tratta del salvataggio di una Ditta tedesca, che può esser messa sotto sequestro.