— La guerra, egregio signore — dice Cioccolani, — è nient'altro che la catarsi di purificazione: l'olocausto offerto ai genî oscuri delle stirpi.
Senonchè a questo punto il poeta Cioccolani mutò voce: — Ma cameriere, cameriere, venite qui: è inaudito!
[pg!119] Ha trovato una cosa nera nel gelato bianco.
— Cosa c'è in questo gelato? Guardate! — E presentò al cameriere la cosa nera su la punta del cucchiaino.
Una mosca!
Disputa se è una mosca. È una mosca constatata.
La contessa madre, che finora ha vuotato mezzo il cestello delle paste, si sveglia e vuol vedere.
— Orrore! Una mosca!
Seconda disputa col cameriere se la mosca era caduta allora, o durante la mantecazione del gelato.
La contessa madre vuole interloquire e dice misteriosamente: — Adesso gli operai fanno apposta a mettere le porcherie nelle robe che devono mangiare i signori.