Terza disputa se è stato quel cameriere oppure un altro cameriere a portare il gelato. — Ma pretendete forse — dice Cioccolani — che io vi guardi in faccia per vedere chi è il cameriere che mi serve? Io constato una mosca. Ignorate, o ignorante, quanti milioni di microbi si nascondano sotto le ali di una mosca?
Non dice mica male; ma mi pare che si possa risolvere la questione con l'ordinare un secondo gelato: e così il pericolo della mosca è eliminato.
[pg!120] — La guerra — riprese Cioccolani immergendo la paletta del cucchiaino nella crema del gelato, — la guerra è sempre un'opera di purificazione.
— Sarà benissimo. Però scusi, signor Cioccolani — mi permetto di osservare, — io credo che questa sua tragedia non potrà avere oggi un gran successo. Qualche anno fa era di moda la Germania, e andava bene. Ma adesso...! Pensi che questo inverno, a Milano, è uscita appunto una satira contro la Germania, col titolo a un di presso come il suo... (Ma cosa hanno da ridermi in faccia tutti e due mentre parlo?)
— Ah! ah! ah! — fa Cioccolani.
— Ah! ah! ah! — fa la contessina.
Mi pare che ridano alle mie spalle.
Quando hanno finito di ridere, la contessina mi spiega: — Ma non è Attila che vince! Chi vince è Roma, cioè il genio latino.
— Allora siamo a posto.
— La potenza della tragedia è immensa, — mi spiega la contessina. — Lei sa che quando Attila si presentò ad Aquileja, sopra il cavallo, sotto la cui unghia non crescerà filo d'erba, la cosa era molto grave.